| Home Azienda Site map Info archivi Web TV Contatti Pubblicità |
|
Le informazioni al servizio della continuità assistenziale Coordinamento del Prof. Giorgio De Simone |
|
» Home » Finalità del Progetto » Coordinamento » Archivio: Articoli Documentazione pubblicata » Contatti |
Se non si finiscono correttamente le cure a base di antibiotici si creano dei 'super-germi' resistenti anche agli altri farmaci. Lo ha scoperto una ricerca dell'universita' di Boston, pubblicata dalla rivista 'Molecular cell', che per la prima volta ha mostrato il meccanismo biomolecolare che produce i batteri resistenti. In dosi letali, spiegano gli esperti, l'antibiotico sbriciola il Dna del battere e lo uccide. Se pero' si prende meno farmaco del necessario, la stessa reazione causa mutazioni genetiche che non solo non uccidono il microrganismo, ma lo rendono resistente anche a molte altre sostanze. "In effetti cio' che non li uccide li rende piu' forti", ha spiegato il coordinatore dello studio James Collins, "questa scoperta rende necessaria una maggiore regolazione dell'uso degli antibiotici, soprattutto in agricoltura, ma anche una maggiore disciplina nelle prescrizioni da parte dei medici. Infine i pazienti devono essere piu' disciplinati nel seguire le prescrizioni". Due anni fa Collins dimostro' che il meccanismo di azione dell'antibiotico implica la formazione di radicali liberi, molecole altamente reattive che danneggiano il Dna. Da questo studio, invece, e' emerso che se la quantita' di antibiotico e' scarsa i radicali liberi che si formano non sono sufficienti a uccidere la cellula, ma accelerano le mutazioni del Dna che la rendono resistente. (AGI) |